I Quaderni del Festival. Anno I
19 Augs, 2018 - by John Snow | Technology

Il pensiero e la memoria di Guido Ceronetti vivono attraverso le pagine di questo piccolo volume che intende essere il primo di una serie. Le conversazioni del tardo pomeriggio con vari personaggi del mondo della cultura e dell’arte, ospiti a Cetona del festival “Storie di un angeli ferito” trovano spazio e trascrizione, diventano traccia di meditazione sul filo del ricordo.

“Un uomo che viene lodato è un uomo che viene messo in catene.”

Guido Ceronetti

Gli incontri della vita non sono mai casuali, accadono per predestinazione, per il misterioso muoversi di quei fili che attraversano il mondo e legano o mettono in connessione le esistenze, senza che alla base ci sia sempre una forte volontà. Semplicemente (e con quanta difficoltà possiamo accogliere questa idea) la vita accade mentre sei tutto intento a fare altri piani, come diceva John Lennon. La trama delle relazioni su cui si fonda il nostro vivere sociale può essere molto fitta o molto selettiva. Certamente nel caso di Guido Ceronetti era l’una e l’altra cosa. Un instabile equilibrio tra la voglia di incontrare gente, la curiosità per l’essere umano e un certo qual fastidio per la pochezza dello spirito che troppo spesso si rivela dopo un primo superficiale contatto. In questo bilanciamento continuo tra beata solitudo e solitudine bastarda come quella della vecchiaia (parafrasando un pensiero di Villon) la vita di Guido è stata ricca di incontri, alcuni memorabili, altri meno, taluni capaci di durare una vita, talaltri destinati a perdersi nelle pieghe del tempo. Moltissime le persone toccate dalla sua personalità, cambiate da una sua parola, nude davanti al suo sguardo profondo e limpido, moltissime le anime che negli anni si sono sentite in contatto anche nel silenzio della distanza o per il guizzare di una sua frase nello scorrere di pagine di un libro.

Nel portare avanti questa idea folle e gioiosa di un festival a lui dedicato che potesse essere crocevia di umanità in cammino, confronto e possibile nuova rotta da tracciare mi sono ritrovato a pensare con le socie e i soci ad un angolo del festival che potesse ospitare pensieri e parole utili agli altri, riflessioni e considerazioni profonde capaci di illuminare, chiacchiere informali con amici “ceronettiani” che potessero offrire un’idea di mondo alternativa a quella frustrante proposta da una società vittima e schiava del profitto, dell’interesse e della presenza ingombrante del proprio ego.

Così dall’edizione del 2023 è nata la sezione “Palombari di angoli”, una sorta di sosta tardo pomeridiana per pellegrini assetati di luce.

Tante le parole dette sul piccolo palco allestito in una piazzetta di Cetona, dense di sollecitazioni e stimoli concreti, frutto dei ricordi ma anche parole-semi di sogni a venire, parole-presidio di resistenza al grigiore indifferenziato, sentieri invisibili di ascolto.

Perderle o affidarle solo al vento, o ai cuori del pubblico intervenuto ci è sembrato davvero un peccato (magari veniale, ma sempre peccato).

E allora perché non raccoglierle in una pubblicazione chiamata “I quaderni del festival” per dare modo a tutti di poter leggere e rileggere con calma quelle meditazioni, sostando lì dove necessario e lasciando respirare quei testi? Ci è sembrata un’altra idea che avesse senso.

Se le forze e il tempo ci sosterranno, pubblicheremo ogni anno le trascrizioni dei nostri incontri, per creare un percorso e lasciare traccia di questo nostro intenso e felice esserci stati.

Buona lettura!

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